The Prisoner (2009)

Scritto da Andrea Posarelli il 25 novembre 2009 |

00025950Questo e’ l’anno dei remake televisivi, oltre a quello nel subject sta andando in onda per l’ABC, “V”, remake della serie cult “Visitors”.
Il piccolo (ma agguerrito) canale via cavo AMC gia’ produttore di due serie di grande successo come “Mad Men” e “Breaking Bad”, si cimenta nel difficilissimo compito di produrre una miniserie di 6 puntate ispirata alla omonima serie British di fine anni ’60 interpretata e creata da Patrick McGoohan.

Dico intenzionalmente “ispirata”, perche’ della serie originale recupera solo l’idea di fondo del “villaggio” e poi se ne distacca ampiamente. Chi pensasse di ritrovare in questi 6 episodi l’atmosfera e lo stile della serie originale rimarrebbe senz’altro deluso.

Chi pensa come me che 6 puntate siano poche per un arco narrativo compiuto avra’ modo di capire di essersi sbagliato clamorosamente. A parte che originariamente anche McGoohan aveva pensato a 6 puntate (poi portate a 17 per il grande successo ottenuto), ma data l’impostazione attuale, quasi 300 minuti di girato diventano persino troppi e infatti a tratti la visione risulta indigesta, inciampa, non prosegue speditamente e puo’ per qualcuno rivelarsi oltremodo “pesante”.

E’ bene dirlo subito: qui non si tratta di paragonare la serie con quella precedente: ci sono si degli omaggi, spunti e similitudini, ma siamo ben al di la’ del semplice remake, qui si e’ gettata la palla oltre l’ostacolo e si e’ avuto lo stomaco di fare qualcosa di completamente diverso.
Probabilmente non compiuto, non del tutto risolto e anche un po caotico, ma terribilmente affascinante e ipnotico.

httpv://www.youtube.com/watch?v=s8VZs7aLJCo

L’incubo del Villaggio non e’ mai stato cosi’ allucinatorio, lisergico, metafisico. Complice anche la location desertica e il montaggio, il girato ondeggia tra una realta’ virata su colori freddi e l’esperienza irreale del Villaggio, in una luce abbagliante e calda, in mezzo a case geometriche mangiate dalla sabbia del deserto che si insinua ovunque.
La spiegazione del misterioso villaggio non e’ certo nuova, non si tratta davvero di un twist “classico” e si intuisce quasi fin da subito. Oltretutto la “quadra” del cerchio rimane sospesa e non esplicitata se non indirettamente. Non c’e’ (se dio vuole) lo spiegone finale, la pappina pronta servita in modo da imbeccare lo spettatore.

Questa sua indeterminatezza, questo lasciare aperte (alcune e non tutte) interpretazioni e’ abbastanza equilibrato ed e’ senz’altro un punto di forza. Leggi il resto »

Breaking Bad

Scritto da Andrea Posarelli il 16 settembre 2009 |

breaking-badFinalmente una serie TV matura, adulta, indigesta e durissima.

Walter White, professore di chimica, scopre di avere un cancro inoperabile ai polmoni e nell’intento di fare un mucchio di soldi da lasciare alla famiglia nel minor tempo possibile, si butta nel mercato della droga come chimico provetto, mettendo su un laboratorio ambulante di Metanfetamine, insieme a un ex allievo mezzo tossico invischiato nel giro della droga.

Finira’ per innescare una serie di reazioni a catena assolutamente non controllabili, tra morti da far sparire, polizia, fiumi di denaro e di metanfetamina, avvocati corrotti, mafiosi messicani, cognati della DEA e mariachi (!) e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.
Bugie e menzogne a profusione per mantenere sotto controllo una doppia vita dalla difficilissima (se non impossibile) gestione.

La serie va in onda via cavo sul network americano AMC, due stagioni finora trasmesse (7+13 puntate), un misconosciuto attore protagonista (Brian Cranston) che e’ un autentico mostro di bravura.
In attesa (spasmodica) della terza, confermata ma non ancora con una data programmata.

Aggiungo solo che non guardero’ mai piu’ un camper nello stesso modo e che la parola “cooking” da oggi per me cambia radicalmente di significato.

httpv://www.youtube.com/watch?v=58LsEQ3FtDU

La serie non ha trovato finora posto nella programmazione in Italia, si puo’ seguire la relativa pagina di wikipedia per maggiori informazioni.
Comunque con poca fatica la si trova su internet in formato avi (HDTV) o mkv (hd a 720p).
Per i sottotitoli (di entrambe le versioni) ci si puo’ affidare ai due migliori portali italiani dedicati alle traduzioni di film e telefilm stranieri:

Subsfactory e Italiansubs:

Breaking Bad (subsfactory)
Breaking Bad (italiansubs)

Percorsi nella memoria [2]

Scritto da Andrea Posarelli il 11 settembre 2009 |

Proseguo il  mio piccolo percorso a ritroso nel tempo.

Allora, c’era quest’altro vinile, questo LP, dei Deutsche Grammofon con la sua bellissima testata dorata e 4 mele in primo piano a rappresentare le stagioni.

C’era Karajan col suo ciuffettone grigio nel retro di copertina che dirigeva i Philarmoniker di Berlino.
Eseguivano un Vivaldi particolarmente pomposo e orchestrale e io lo mettevo sul mio scrausissimo stereo da 4 soldi con le casse di cartone e mi sdraiavo con la luce del sole primaverile che filtrava dalla mia finestra e mi feriva gli occhi e annegavo nelle note delle stagioni.

639153a09da0e638e5945110.LCerca e ricerca su internet ho trovato anche la copertina.

In seguito ho ricomprato l’opera di Vivaldi, un fiammante CD registrato in DDD e “filologicamente corretto”, suonato con strumenti d’epoca e con un insieme cameristico, ma non ci sono mai entrato in sintonia, ormai i miei ricordi erano indelebilmente legati a quel discaccio maledetto, ne avevo memorizzato ogni fruscìo, potevo prevenire con assoluta certezza il “tic” regolare di quel rigo che gli avevo procurato accidentalmente, proprio nel secondo movimento della “primavera”.

Oggi per scrivere questo articolo, dopo aver ravanato in cerca della copertina del disco, ho trovato anche una pagina nella quale si puo’ ascoltare di nuovo quell’esecuzione, benedetta internet!

Joe Bonamassa Vs. Gary Moore

Scritto da Andrea Posarelli il 9 settembre 2009 |

Nel 2008 sono usciti i dischi di questi due grandi player in ambito Rock Blues.
Bad For You Baby” di Gary Moore e “The Ballad Of John Henry” di Joe Bonamassa.

Prima di recensirli per bene li ho ascoltati a lungo dando modo di lasciarli maturare e dargli il suo tempo…
Dopo ripetuti ascolti devo dare la vittoria nel confronto diretto a Bonamassa.
Non c’e’ proprio storia, il disco del chitarrista americano vince a mani basse su quello dell’irlandese.

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Percorsi nella memoria [1]

Scritto da Andrea Posarelli il 5 settembre 2009 |

Correva l’anno 1979/80 piu’ o giu’ di li’ quando ho ricevuto il mio primo “stereo”.
Prima di allora avevo un mangiadischi rosso col maniglione, questo invece, era un affare che consisteva in un piatto per LP 33/45 giri, comprendeva anche una radio FM e due casse che sembravano di cartone tanto erano leggere.

Ma non importa, il primo stereo non si scorda mai, e’ un po come la prima bici, hai la sensazione di completa liberta’, sei tu e il tuo stereo e niente puo’ mettersi in mezzo, hai davanti infinite possibilita’ di ascolti ed evasioni.
Viene un po da ridere oggi di fronte ai moderni iPod, ma lasciamo perdere.

scheda_battistidonnaperalbum1webComunque ricordo distintamente anche il primissimo disco che misi su quel piatto, forse era un regalo, o forse no, non ricordo bene.
Era un Battisti non recentissimo, mi pare di un anno o due prima, il disco si chiamava “Una donna per amico”.
Da qualche parte nella vecchia soffita dei miei dovrei ancora averlo, chissa’.
Ricordo perfettamente ogni sfaccettatura della copertina, Battisti che si beve un caffe’ con una misteriosa bionda, entrambi con un soprabito bianco, il tavolino di un bar, due sedie di ferro, le tazzine, un anonimo vaso di fiori.

Cosi’ come ricordo benissimo il retro copertina, l’apertura coi testi dentro e poi la musica inconfondibile: sul brano di apertura mi sono fatto dei viaggi incredibili, roba da l’LSD, vabbe’, inutile stare ad analizzare i perche’ e i percome, il disco e’ un classico e uno dei migliori del periodo Mogol-Battisti, forse l’ultimo di un certo livello.

Ha girato sul mio “stereo” fino ad esaurirne i solchi.
Gia all’epoca avevo scoperto i cantautori italiani, la musica americana, ma quello fu il mio primo Battisti e soprattutto il primo vero LP.
E il primo LP non si scorda mai.