Correva l’anno 1979/80 piu’ o giu’ di li’ quando ho ricevuto il mio primo “stereo”.
Prima di allora avevo un mangiadischi rosso col maniglione, questo invece, era un affare che consisteva in un piatto per LP 33/45 giri, comprendeva anche una radio FM e due casse che sembravano di cartone tanto erano leggere.

Ma non importa, il primo stereo non si scorda mai, e’ un po come la prima bici, hai la sensazione di completa liberta’, sei tu e il tuo stereo e niente puo’ mettersi in mezzo, hai davanti infinite possibilita’ di ascolti ed evasioni.
Viene un po da ridere oggi di fronte ai moderni iPod, ma lasciamo perdere.

scheda_battistidonnaperalbum1webComunque ricordo distintamente anche il primissimo disco che misi su quel piatto, forse era un regalo, o forse no, non ricordo bene.
Era un Battisti non recentissimo, mi pare di un anno o due prima, il disco si chiamava “Una donna per amico”.
Da qualche parte nella vecchia soffita dei miei dovrei ancora averlo, chissa’.
Ricordo perfettamente ogni sfaccettatura della copertina, Battisti che si beve un caffe’ con una misteriosa bionda, entrambi con un soprabito bianco, il tavolino di un bar, due sedie di ferro, le tazzine, un anonimo vaso di fiori.

Cosi’ come ricordo benissimo il retro copertina, l’apertura coi testi dentro e poi la musica inconfondibile: sul brano di apertura mi sono fatto dei viaggi incredibili, roba da l’LSD, vabbe’, inutile stare ad analizzare i perche’ e i percome, il disco e’ un classico e uno dei migliori del periodo Mogol-Battisti, forse l’ultimo di un certo livello.

Ha girato sul mio “stereo” fino ad esaurirne i solchi.
Gia all’epoca avevo scoperto i cantautori italiani, la musica americana, ma quello fu il mio primo Battisti e soprattutto il primo vero LP.
E il primo LP non si scorda mai.