Scorrete lacrime...

... disse il poliziotto. (1974)

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Scorrete lacrime...
Photo by Charlotte Knight / Unsplash

Questo è uno dei romanzi apparentemente più lineari di Dick ma in realtà scritto in un momento della sua vita particolarmente difficile.
Come ricorda L. Sutin nella sua biografia "Divine invasioni", siamo nel 1970 anno nel quale per la prima volta a Dick toccò ricorrere ai sussidi per la sussistenza e il cibo, una cosa che lo colpì duramente nell'orgoglio, in più quell'anno si ritrova in una ennesima crisi familiare e il conseguente fallimento del suo quarto matrimonio. Lo lasciano moglie e figlia.
In mezzo a queste tristi e misere vicende personali, scrive una prima bozza del romanzo poi abbandona l'idea di finirlo e riuscirà a completarlo solo nel 1973.

In modo forse meno mediato di sempre, tutta questa tristezza si riversa dentro il libro che ne risente fortemente. Più che nei singoli episodi o nell'impianto narrativo, di sicuro sedimenta in una certa atmosfera dimessa e cupa.
Phil sperimenta anche per la prima volta l'uso della mescalina episodio anche questo questo che trova ampio spazio nel romanzo.

E' una scrittura meno contorta e meno visionaria del solito (anche se con i soliti guizzi fulminei e intuizioni geniali), in cui confluiscono tutta una serie di ossessioni personali che ritornano in molteplici forme e condensano in questo breve romanzo.

La storia è quella Jason Taverner un divo della TV che improvvisamente non viene più riconosciuto da nessuno, non ha passato, non esiste nessuna traccia di lui. Quindi si deve destreggiare in un mondo sconosciuto per lui fatto di sotterfugi e bassifondi in modo da poter in qualche modo galleggiare, sopravvivere e sfuggire all'imprigionamento.

Si trovano qui ben delineati i temi ricorrenti:

La costante paranoia di vivere spiato in uno stato di polizia.
Il protagonista viene più volte fermato, interrogato, tracciato con microspie, microcamere dalla quali si deve ogni volta in qualche modo liberare. Addirittura gli viene impiantata una mini bomba H della dimensione di uno spillo attivabile a distanza. Sullo sfondo, della storia si descrive un futuro con campi di concentramento, la sterilizzazione della popolazione nera, il costante controllo con mille strumenti e delatori da parte della polizia.
E' uno stato uber-fascista, e sono gli USA.
Come spesso accade nei libri di Dick, non c'e' scampo alcuno, non c'e' nemmeno il tentativo di fuga quando si trova nell'appartamento di una sua vecchia fiamma (lei ovviamente non ricorda nulla). Dick predisponde tutto un apparato quasi filmico (tipico dei suo modo di scrivere) con un aumento del climax: la polizia controlla tutti gli appartamenti fino a quello dove e' lui, l'ultimo della lista.
Crea questo stato di tensione che prelude a una fuga rocambolesca.
Eppure non c'e' fuga, Jason non scappa, bussano alla porta e gli va ad aprire per consegnarsi.
C'e' tutto il senso dell'ineluttabilità, dell'inutilità della fuga.

La perdita dell'identità.
Jason di punto in bianco non è più nessuno, non risulta in nessuna banca dati, da celebrità della TV diventa uno sconosciuto in tutti i sensi. Non solo c'e' il senso della perdita di uno status sociale, ma anche l'indeterminatezza di essere uno straniero in una società inquadrata e a misura di cittadini regolari.
Immediatamente da persona libera si ritrova preda. Preda dell'umore di chi frequenta, preda dell'incombente e ubiquo stato di polizia. La mancanza di ogni libertà.

Il rapporto con le donne.
Le donne che il protagonista incontra durante il suo peregrinare son tutte tipologie di donne che ha incontrato nella sua vita: l'amante/amica/compagna, una giovane protégée che piena di risentimento tenta di ucciderlo, la falsificatrice dei documenti che è anche una manipolatrice a cui tenta di sottrarsi inutilmente, la vecchia fiamma che non lo riconosce, la giovane vasaia che infine lo riconosce e lo ammira pur tenendosi a distanza e infine Alys, un personaggio modellato sulla sorella gemella che non ha mai conosciuto, morta piccolissima. Una donna che intrattiene un rapporto incestuoso con il fratello poliziotto, l'altro centro del romanzo oltre a Jason Tavernier. Con tutte queste figure femminili ha un rapporto conflittuale, i suoi approcci o modi di fare/dire gli si ritorcono sempre contro, alla fine si trova a fuggirne o rimanere solo in un continuo tira e molla.

Le droghe.
Le sostanze non sono solo un mezzo di evasione, ma sono anche il tramite di modifiche permanenti o ben al di la' di quelle che sono le sensazioni individuali.
In questo caso l'intuizione geniale è quella di una droga che una volta assunta modifichi non solo la propria percezione ma persino le persone che si trovano a contatto con chi l'ha assunta.
In particolare Jason non viene riconosciuto perchè il KR-3 una droga sperimentale (che crede essere semplice Mescalina) in realtà produce un intero universo alternativo nel quale la sostanza piega tutti quanti a una nuova realtà.
Come spiega il medico al capo della polizia:

Si è trasferito in un universo nel quale (egli, ndb) non esisteva. E noi ci siamo trasferiti con lui perchè siamo oggetti del suo sistema percettivo. Poi quando l'effetto della droga è finito, si è trasferito di nuovo qui.

Ecco che la droga non è più soltanto un mezzo di svago o di modifica percettiva individuale, ma agisce direttamente sul tessuto della realtà.
La droga o il contatto con l'alieno.
E' infatti dopo il contatto con una creatura aliena (una spugna di Callisto) usata come arma contro di lui da donna piena di risentimento nei suoi confronti per il mancato successo, che viene lanciato in questo incubo allucinatorio, mentre torna indietro grazie alla esperienza con quella che crede mescalina.
Oppure in un altro scenario più plausibile: è anch'egli vittima passiva del mondo che si è creata Alys attraverso il KR-3 o così sembrerebbe a giudicare da come ne parla il medico di cui sopra:

A riportalo qui non è stato qualcosa che ha assunto ma la morte di Alys.
Alyx, Buckman, Taverner e tutti gli altri personaggi del libro, sono stati trasportati insieme nella realtà parallela fittizia temporanea, cessata di esistere con la morte di Alyx.

In ogni caso un cambiamento di prospettiva e di segno che richiede un riassetto di tutta l'esperienza di vita intorno al protagonista e noi con lui.
In quello che è a tutti gli effetti un mondo mutevole e capriccioso che sfugge sempre alle regole comuni a una realtà che quindi non ha punti fissi ma cambia pelle e con essa chiunque ci si trovi dentro.
Un presente variabile ma comunque immanente, nemico e opprimente e infatti a un certo punto Jason si sfoga:

A quel punto lui si arrese. "E' inutile" si disse. E' come vivere in un mondo fatto di gomma. Tutto rimbalza. Tutto cambia forma appena viene sfiorato o anche solo guardato

L'umanità persa e ritrovata.
Emerge nella parte finale lo snodo fondamentale del romanzo, la ricerca comunque e il bisogno di essere umani fino in fondo e amarla questa umanità.
Il generale Buckman segnato profondamente dalla partita della amata/odiata sorella Alys, dopo aver brigato per far ricadere la colpa della sua morte su Tavernier, si trova a volare con il suo mezzo nelle periferie e improvvisamente il suo dolore si trasforma in un pianto silenzioso e in un momento di disperazione in un'area di servizio si trova di fronte uno sconosciuto che, senza dire una parola dopo avergli disegnato un biglietto con una freccia che trafigge un cuore, alla fine abbraccia per qualche istante in un disperato tentativo di contatto umano.

Scorrete lacrime, disse il poliziotto

Raramente come in questo romanzo P. Dick riesce ad esprimere tutto il suo terribile desiderio di sentirsi umano e di abbracciare l'umanità e allo stesso tempo non riuscire a farlo in quanto si sente tremendamente estraneo a se stesso e irriducibile al mondo e ai suoi simili.

In fin dei conti Dick ci sta dicendo che l'alieno è proprio lui.

Curiosità.
La protégée che tenta all'inizio della storia di uccidere Jason tavernier con una creatura aliena si chiama Marilyn Manson.
Una curiosa crasi tra  Marilyn Monroe e Charles Manson che anni dopo è stata riutilizzata dal famoso omonimo cantante.

L'ispettore sottoposto del generale Buckman che inizialmente incontra Jason tramite la falsaria di documenti (Kathy), si chiama McNulty, Curiosamente è anche il nome di un Ispettore di Polizia di Baltimora tra i protagonisti della Serie "The Wire" di HBO.